Il sistema lavorativo tedesco, visto da fuori, me lo immagino come una potentissima macchina da guerra, un’organizzazione strutturata, gerarchica, diabolicamente perfetta, in cui ciascuno ricopre un ruolo chiave, si fa il mazzo, e porta a casa gli obiettivi contribuendo alla crescita globale di una nazione solida e forte. Spaccheranno le palle a mezza Europa per …

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Berlino mette spesso a dura prova. E ultimamente sembra che ci stia proprio prendendo gusto. Menomale che ci sono i termosifoni e le stufe, così, anche il più insormontabile degli ostacoli e il più angusto dei problemi, possono essere ridimensionati, a volte fino a scomparire del tutto. Uno di questi è il lavoro, che, specie …

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Era un tipo simpatico, alla mano, sorriso magnetico. Sapeva sempre cosa dire: la cosa giusta al momento giusto, la battutina perfetta; parlava di sé e delle sue esperienze come fossero la cosa più bella del mondo, un mondo confezionato con la carta lucida per far venire gli occhi a cuoricino anche al più ostico degli …

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Nella mia piacevole permanenza a Berlino e nella vita, ho spesso modo di districarmi in simpatiche seghe mentali, un po’ perché ho sufficiente tempo da dedicare al nulla, un po’ perché non posso fare a meno di arrovellarmi il cervello con pensieri più o meno interessanti. Il costante paragone tra Italia e Germania è naturalmente un …

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Mi capita spesso di sognare, ma il sogno che ho fatto l’altro giorno, davvero, va raccontato. Ero stata assunta da un’azienda tedesca, a tempo indeterminato, ed ero felice. Felice ma scettica, perché sapevo che era un sogno, e non ci volevo credere troppo. Mi svegliavo con un certo anticipo per vestirmi con attenzione e mascherare le occhiaie, …

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Come dimenticarlo… Era giugno e faceva caldo, ma noi, i ragazzi della startup, tutti giovani e presi bene, ce ne stavamo tranquilli tranquilli sulle nostre sedie ruotanti, chi a lavorare, chi a cercarsi il corso di tedesco, chi la piscina, chi a fingere un malcelato interesse verso la partita dell’Italia (c’erano gli europei), chi invece …

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Terrorismo psicologico al colloquio di lavoro, un classico. A chi non è mai capitato di dover far fronte a una situazione apparentemente impossibile? Contare i minuti tra una domanda e l’altra e sperare che passino tipo Frecciarossa in aperta campagna? A volte mi capita di guardare il recruiter con la faccia tra l’intontito e l’attonito …

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