Inimmaginabile. Insana. Misera. Una vita senza bidet non ha senso, vale meno la pena di essere vissuta. Ma che ne sanno i tedeschi della fresca sensazione di pulito che si prova dopo aver fatto un bidet… E gli inglesi? Gli irlandesi? Nessuno lo sa. Tranne noi. Noi italiani trapiantati in queste nordiche barbare lande desolate, grandi trascinatrici di economie, eppure così incivilmente anti igieniche.

È grazie al bidet che da esseri in miniatura si impara a familiarizzare con l’acqua, ci si può lavare le manine da soli senza la supervisione di un adulto, si possono creare piscine immaginarie per le bambole, con tanto di cascata, apprendere i rudimenti di navigazione con le barchette di carta, fare la pipì mentre quell’altro è occupato da tua sorella.

Il bidet ci ha accompagnato nella vita fin dall’infanzia, è uno di noi. Ci ha sempre parato il culo (mai affermazione fu più veritiera) quando la doccia era occupata ma si doveva uscire di corsa e non c’era tempo per aspettare che l’altro lavante finisse. Ci ha coccolato i piedi stanchi dopo una lunga giornata di lavoro e preso cura di noi quando nei giorni rossi del mese volevamo spaccare tutto a testate. Un bel bidet e passava tutto.

La disputa tra chi lo riempie e chi lo fa ad acqua corrente è superata. Qui dobbiamo fare i conti con una disgrazia maggiore: la sua assenza.

Ma perché all’estero fanno così fatica a capire gli innumerevoli vantaggi che derivano da un innocuo pezzo di arredamento?

Qualunque sia la ragione, per me è stata ogni volta la stessa grande delusione dalle Alpi in su. Ma spesso anche ai lati.

Arrivo in Irlanda del Nord per la prima esperienza alla pari: famiglia meravigliosamente ospitale, bambine adorabili, seicento metri quadri di casetta in piena campagna, tecnologie di cui ignoravo l’esistenza, marmi brillanti e pavimenti di classe. Un sogno. Il giro all’esterno prosegue non senza sorprese: sì, quella che vedevo era davvero una piscina d’acqua calda con idromassaggio per le fredde serate invernali (cioè 340 giorni all’anno). Torniamo dentro per vedere la mia stanza, letto king size tutto per me, cabina armadio, schermo ultrapiatto e bagno in camera: dentro la doccia, perfettamente rifinita ed elegante, sarebbe potuta alloggiare una famiglia intera. Un lusso dopo l’altro.

Ma poi ho dovuto fare i conti con la cruda realtà: del bidet, nemmeno l’ombra. Mi aggrappo alla parete in preda agli spasmi d’ansia, il battito accelera. Vado a perlustrare gli altri 5 bagni della reggia, ma niente, lui non c’è. Non è una semplice dimenticanza, qui il crimine è stato commesso intenzionalmente.

A Parigi mi sono dovuta ricredere. Proprio lì dove ero sicura che il lavandino da culo non ci fosse, c’era. Prima cosa da fare: inviare foto alla futura coinquilina, che sarebbe arrivata da Castello qualche giorno dopo di me. Facevamo un tirocinio gratuito per il Ministero degli Esteri, non sapevamo che forma avessero 50 euro ma eravamo felici. Potevamo andare in giro a testa alta vantandoci con gli amici per questo piccolo miracolo sanitario. Certo, non avevamo la lavatrice, e questo ci creava dei mini disagi esistenziali, ma in fondo, chissenefrega, noi c’abbiamo il bidet, e le mutante ce le laviamo qui! 

Dopo l’esperienza francese, arrivo perciò in Germania piena di rinnovata speranza. I teutonici fanno mangiare la polvere a mezza Europa, vuoi che nel frattempo non abbiano introdotto nelle loro vite un elemento così prezioso?

No, non l’avevano fatto. 

Siamo dovuti tornare, nostro malgrado, al metodo mezza – doccia.

“Ma davvero ogni volta che vanno al bagno, si spogliano a metà per un semplice risciacquo delle parti recondite del corpo? Che rottura di palle incredibile è?”. 

Semplice, basta non lavarsi. Questi geni del male hanno trovato la diabolica alternativa:

la salvietta umida.

Acqua, sapone e un’energica raspata, sono un ricordo di giovinezza sbiadita, lontana, malinconica. Per questo, quando torno dai miei, frequento assiduamente il bidet anche quando potrei farne a meno. Le bollette non ne giovano, ma il mio umore sì!

 

 

 

 

 

 

 

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5 thoughts on “Una vita senza bidet

  1. dollsbsartoria ha detto:

    Bellissimo questo “inno al bidet”!!! In effetti, noi italiani, lo diamo per scontato e invece …. Un saluto, da chi può gustarsi, un bel pediluvio nel bidet!!! Ciao.

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    1. Invidia nera!! 🙂 grazie per aver letto e apprezzato questo mini sfogo da italiana all’estero! A presto 🙂

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  2. sara ha detto:

    Stesso problema ho avuto vivendo a Londra ahahahah

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    1. Capisco bene, sono stata a Londra pure io e ovviamente, del bidet neanche l’ombra 😀

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      1. sara ha detto:

        Infatti ahahahah

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